100. La telefonia mobile o anche la malinconia delle cose parte seconda.
(ovvero sophie zelmani, oh dear)
Telefonia: da telefono, apparecchio per comunicare (e non comunicare) da distante. Telefono fisso: appoggiato sul mobile. Telefono non fisso: non sempre appoggiato sul mobile.
Mobile: oggetto di legno o altro materiale di medie o grandi proporzioni presente in quasi tutte le case in uno o più esemplari. (cfr. anche intervento su antico salmone, a proposito del giovane mobiletto inglese femmina)
Oggi mio salmone domestico, alle ore sei e trentasei, con la nebbia ancora fitta che incideva l'alba e con il lettore mp3 che segnava low battery, ha trasgredito alle regole che gli ha dato g. per il nuovo anno. Le regole di g. per il nuovo anno sono molto precise. Non frequentare sagome che lo mettono in minoranza psicologica, non chiedere a nessuno niente, neppure che ore sono, mangiare la frutta soprattutto le mele ma non necessariamente frullate, non chiamare mai più la medusa, non fare viaggi e nemmeno pensarli, non lamentarsi come calimero, non leggere sempre la relazione di minoranza (difficile spiegare questa legge, i miei avvocati stanno ancora cercando un'interpretazione), credere in dio, bere un bicchiere d'acqua prima di svegliarsi, non cedere alla tentazione della meditazione zen e del vegetarianismo, e altre cose talmente ardue che salmone neanche vuole tenere in considerazione.
La postilla, il mio tocco personale per rendergli ancora più difficile la vita, è quella che mio salmone non si deve più sentire troppo piccolo, troppo incompetente, troppo solo per fare quello che gli viene chiesto di fare, come girare per casa con il mio casco integrale blu.
Mio salmone domestico stamattina, a pensarci, ha trasgredito più di una legge. L'ho sorpreso in camera, e non lo dico per pignoleria, senza casco integrale.
A chi stai messaggiando?
A una persona.
Ha vodafone o tim?
Vodafone.
Bene.
Siccome sono un'inguaribile ottimista e pensavo che il peggio che potesse fare era mandare messaggi alla medusa, mentre cerco quel libro sui non luoghi e sui cellulari, da leggere mentre sale il caffè, chiedo a salmone: non sarà mica tusaichi, vero?
No, mi dice, sto chiedendo a tusaichi di togliere le ambiguità e sposarti.
Vodafone o tim?
Vodafone.
Ho un affarino nuovo in casa, che si puo' fare il caffè tenendo la moca aperta senza creare l'effetto pioggia sul vetro che copre i fornelli. E' un cappuccio di ferro con tanti buchini che un po' mi ricorda il ditale delle nonne e un po' mi ricorda il filtro per fare il tè. Lo trovo esteticamente molto bello e quando gli oggetti mi piacciono mi sento felice a osservarli. Sto lì a contemplare l'estetica funzionalità di quel cappuccio per moca, ho in mano il libro sulla telefonia mobile pubblicato nel duemilaeuno e quindi assolutamente obsoleto e intrigante alla pari dei vecchi mangiadischi per bambini. Tusaichi non mi convince, mi dice. Parla di camminare sulle uova e poi di spezie, capisci?
Ma tu cosa gli hai scritto? Gli ho scritto solo che ieri mentre cercavi il curry ho pensato che voi avreste dovuto sposarvi, che era arrivato il momento. E che ti ha risposto, chiedo a salmone. Ha risposto di provare con il cumino. Il cumino, penso, è una di quelle spezie che non sono capace di capire. Secondo me le spezie, così come i cappucci per le moche, bisogna capirli. Sai, gli dico, io credo che nei condomìni con il riscaldamento centralizzato gli amministratori dovrebbero tenere conto delle persone che non sanno dormire. Mi sembra sprezzante, gli dico, che tengano il riscaldamento al massimo tutto il giorno e la notte ce lo spengano, quasi che ci vogliano far sentire in colpa, quasi a voler ribadire che siamo dei disadattati e meritiamo di soffrire anche il freddo. Va bene questo comunismo del condividere insieme tutti quanti il calore dei termosifoni, d'accordo, ma io voglio una forma di comunismo più indipendente, un comunismo per megalomani. Non ho capito se ti vuole sposare, mi dice salmone, credi che il cumino sia una metafora che voglia dire qualcosa in particolare? Salmone, gli dico, tu sei mai riuscito ad abbinare il cumino con qualcosa? No, mi risponde. Bravo, gli dico. Che ore sono?, mi dice.
Quando le metafore gliele faccio io, a salmone, lui sempre non le capisce.
Approfondimento
E poi ha detto sì, lo voglio. Perfetto, ho detto a salmone, ora sono proprio triste. Qualsiasi barattolo di curry comprerò sarà per forza di seconda scelta. Nei secoli dei secoli. Amen.
99 bis
E poi mi hanno ritirato dal mercato. Il prodotto, dicono, era troppo forte.
Un'altra notte così e mi useranno come principio attivo per il nescafe.
Sai qual è la malinconia vera Crodo?
Quale è la malinconia vera?
La malinconia vera è mandare una dichiarazione di forse amore e intitolarla 98. e bruciarsi il 98. così, in una maniera schifosamente privata.
Non capisco, cos'è il forse amore?
E' una dichiarazione di affetto con due effe, in genere fatta per scopi narrativi, ma poi ti penti subito perchè ti rendi conto di averla fatta per davvero e essere inciampato in una botola che avevi dichiarato di non volere, perchè sei uno sbruffone anche con te stesso. Solo che te rendi conto la mattina di aver dichiarato di volere quello che in realtà non vuoi tutti i giorni, ma solo nei momenti di depressione.
Queste sono tutte scuse.
Hai dichiarato di volere quello che in realtà non vuoi perchè per proprietà commutativa se il carico di affetto con due effe l'avessi ricevuto tu l'avresti gentilmente rimandato al mittente. Questo lo capisci quando vai in cucina, in confusione per le poche ore di sonno e quell'odore che per te è un mistero, perchè casa dei tuoi ha un odore di casa e casa tua non ce l'ha. Poi vedi i coinquilini che guardano fluxus e rivisitano con atti teatrali la loro serata, con dialoghi perfetti come se registrati e sbobinati la mattina, che avresti dovuto venire anche tu, ma perchè non c'eri? E' questo che ti fa riformulare la misura delle cose.
Ti rendi conto che sei malata?
Quando guardi i tuoi coinquilini che guardano fluxus e ripensano alla serata tu riformuli la misura delle cose, ritorni alla realtà che da loro diventa tua, e senti che potresti farcela ad organizzarti metodicamente la giornata.
Posso darti una testata?
Poi pensi che vorresti riparare in qualche modo per quello che hai detto ma sei talmente pigra che non ti frega neanche di riparare e di sapere una risposta, e quella è la cifra con cui la mattina dai l'importanza a quello che hai pensato la notte, perchè la mattina tu sei morta di sonno ma non hai bisogno di nessuno la mattina, la mattina hai un'indipendenza che farebbe paura a un leghista. Senti già che la giornata ha preso una brutta piega, e vorresti che arrivasse subito sera per provare a vedere se questa volta riesci a dormire presto, quando i termosifoni sono ancora caldi, e alzarti al tuo orario ideale per seguire l'igiene del sonno, che è la prerogativa numero uno per l'indipendenza e il metodo. Ore sei e un quarto, quando i termosifoni sono accesi già da quindici minuti ma il calore non alza ancora le micropolveri sottili perchè questa è casa tua e non dei tuoi, e la città non fa ancora quel rumore di macchine inesorabile che c'è solo nelle città provinciali che sono a meno di mezz'ora dalle grandi città. La finestra dà su una strada bruttissima trafficata e dalla finestra partono le strisce pedonali che vanno a finire su due vecchie torri futuriste, inimmaginabile ingresso per condomini degli anni tanta, che hanno un loro fascino, se non fosse che li vedi dalla tua finestra. Una finestra così non puo' dare su un albero giapponese, perchè questa è casa tua e non dei tuoi. La tv è spenta e hai due ore in cui puoi fare quello che vuoi, addirittura parlare con un salmone, senza colpevolizzarti del tempo. Se ti svegli oltre la soglia delle otto e un quarto, indifferentemente dall'ora e dal minuto, senti che è già tardi, che in qualche modo hai sbagliato. E' terribile quanto una persona possa amare la mattina e chiuda gli occhi quando la vede, come se rasserenata, e così la perda. [a capo] In cucina cerchi di capire se il caffé dei tuoi coinquilini è inconsolabilmente freddo e devi farne un altro, e speri fino all'ultimo istante che il latte in frigo non sia scaduto e che non sia a lunga conservazione. Se è scaduto ti chiedi perchè non era a lunga conservazione e ti chiedi perchè in casa tua tutto tende a protrarsi il troppo. Se è a lunga conservazione invece ti dici non lo bevo, perchè non mi piace.
Cos'ha quel manuale di storia che non va per provocarti tanto?
Solo chi odia il latte in scatola puo' capire cos'è la malinconia vera, ricordalo.
Premessa
Sua Maestà?
Dimmi salmone
Ci sarebbe il Federalista Trasversale che chiede udienza.
Ha ripetuto ad alta voce in obliquo Viva Marx, Viva Lenin, Viva Mao Tse Tung?
Thun?
Tung.
Sì Maestà.
L'udienza è accordata.
Il fatto.
Sulla torre più alta si avvicina in obliquo il federalista trasversale. Con la faccia in obliquo e la bocca in obliquo mi dice buongiorno, e io rispondo buongiorno. Allora, gli dico, corre voce che avvocato vuole farti entrare nelle storie di salmonedomestico. Federalista trasversale tace. E cosa vorresti fare, nelle storie di salmone domestico, eh? Sentiamo. Vuoi parlare di politica? Troppo tardi, ci sono già i comitati leninisti. Vuoi parlare del mondo? Niente da fare, c'è già madrelinguaspagnola. Come? Di sport? E sagoma di gattuso cosa credi che ci stia a fare? Di teatro magari, sì, poi lo spieghi te alla Duse. Di grandi princìpi? Ci basta canebianco. Di tristezza? E secondo te perchè ho un salmone domestico? No, fammi indovinare. Anche te vuoi parlare di amore. Eh? Vuoi parlare di amore? Cos'è, ci avete scambiato tutti per la versione veneta degli harmony? No, rimani in obliquo, non aprire la bocca. Visto che avvocato ti ha portato nel regno io decido che tu prendi il suo posto, e lui verrà imprigionato in una campana di vetro a sud del confine. Ti chiederai cosa devi fare, cosa faceva il fu avvocato. Niente. Parlava di Mary Poppins, si lamentava per gli spazi e i tempi lunghi. Inoltre, era un po' lento a capire le parole di salmonedomestico, sai, quelle persone che bisogna dirgli le cose due volte. Sai, quelle persone che bisogna dirgli le cose due volte.
Approfondimento: la telefonata
psicoanalista: ha ancora episodi maniaco onnipotenti?
lumicino: ma parla di me o di dio?
Stanotte io e salmone siamo saliti sulla torre più alta dei nostri possedimenti. Ci siamo fatti quelle domande filosofiche che ogni filosofo avrebbe fatto al posto nostro: da che parte è il sud, ma che freddo che fa, dov'è casa nostra, com'è fatta la mente di pessoa. Quando ci chiamerà, perchè tanto non chiamerà, dice mio salmone, noi non ci saremo, noi saremo qui sulla torre più alta e avremo la segreteria telefonica accesa. Noi non siamo rancorosi, dico a mio salmone, noi bisogna capire le cause delle sconfitte dei rapporti tra generi umani. No, dice mio salmone, noi dobbiamo comprarci una sciarpa nuova e mettere delle sentinelle ai confini dei nostri possedimenti. Hai paura di attacchi?, chiedo stringendo gli occhi per guardare lontano. Le sagome mormorano, dice mio salmone, sembra che un federalista trasversale giocatore di bridge e amico di avvocato voglia entrare nel regno. Così, senza un presente? Chiedo a mio brancasalmone. Senza niente, vuole entrare senza niente. Sospiro. E sia, dico a salmone, ma ad una condizione. Che il federalista trasversale si muovi solo in obliquo nel nostro regno. E che quando si presenta a noi citi le parole del Grande Avvocato padre di Madrelinguaspagnola, da cui tutti noi dovremmo imparare. E quali sono le parole del Grande Avvocato padre di Madrelinguaspagnola da cui tutti noi dovremmo imparare, chiede salmone. Mi abbasso e gliele sussurro in un orecchio: Viva...Tung. Salmone domestico ci pensa un po' e dice che quegli orsacchiotti bolzaneti di ceramica lui li ha sempre odiati. Faccio finta di non aver sentito e continuo: Poi, in obliquo, che egli torni con fierezza a giocare a bridge. Per sempre, sua maestà?, chiede mio salmone domestico con toni solenni. Per sempre.
Io salmone e avvocato si camminava nella piazza in senso antiorario alla ricerca di uno dei due punti focali ed ecco che mi ferma la signorina mondo libri e il primo libro è gratis. Scusi scusi, no grazie, scusi, sono di fretta sto cercando uno dei due centri della piazza, ma scusi, e mi ferma proprio, ma lei non legge libri? Le guardo i capelli, intimamente vorrei che quella domanda non fosse una banale tecnica di vendita per far sentire in colpa il potenziale lettore oppure inorgoglirlo per farlo fermare a declamare quante milionate di pagine legge al giorno, lui, uomo sapiens pieno di cultura. Poi accetto il fatto che sì, che quella è una banalissima tecnica e nient'altro, e mio salmone le dice: lei libri? Assolutissimamente mai.
Sai, mi dice salmone domestico, non ho ancora conosciuto una persona contenta di quello che farà a capodanno. Dicono tutti chissenefrega, faccio il meno possibile, giusto per non stare a casa. Litigano proprio tutti, non ce n'è uno che sta bene. Sarà la paura del nuovo anno, dico a salmone. E noi, chiedo, noi dove andiamo? Non lo so, mi dice, è saltato tutto. Facciamo un capodanno in solitudine io e te te e io? Senza neanche le sagome?, chiedo. No, dice, le mandiamo al cinese. Ed Eleonora Duse? Ha da fare, figuriamoci. Tutti in malora? Tutti in malora. Accidenti, e se cambio idea a mezzanotte meno cinque? La ricambi di nuovo perchè a quel punto non si torna indietro. Ma se prendiamo il treno e torniamo a casa nostra, là dove c'è tutto chiuso, riusciremo a sopportare il ritorno anticipato? Beh, mi dice, finché non si prova non si puo' sapere. Sai, gli dico, bisognerebbe inventarsi che andiamo ad una festa, perchè se no passano i crocerossini e ti imbarcano in qualche festa di altri. E poi scusa, gli dico, ma mi sembra una cosa niente sobria. Ingenua, dice mio salmone sogghignante, credi che una bottiglia di vino non salti comunque?
93.
La settimana scorsa il giorno prima della laurea di salmone ho chiamato pessoa che si era offerto di fingersi interessato a crodo, ma poi all'improvviso era scomparso. Dopo alcuni tentativi pessoa risponde al telefono e mi dice che no, non ce la fa proprio a prendere il treno. Ci deve essere un evento strano, ho pensato, per cui tutte le rotaie che passano per la sua città sono state smontate e rimontate in altre città così pessoa davvero non puo' farcela. Poi mi arriva un messaggio in cui mi dice che è pigro e insensibile, e io mi tappo gli occhi e continuo a pensare che evento strano che ci sarà domani, che tolgono tutte quelle rotaie e lui non potrà venire alla laurea di crodo. Il giorno dopo Pessoa non mi chiama per sapere com'è andata a salmone, e penso caspita, oltre alle rotaie hanno tolto anche le linee telefoniche e il mio amico pessoa non puo' chiamarci, e quando mi arriva il suo sms che dice “Allora?” mi dico, povero pessoa, che durante l'invio ha perso la parte consistente del messaggio, chissà cosa voleva dirmi. Anche i giorni successivi, quando non mi ha chiamato né cercato, ho creduto che davvero stessero facendo grossi lavori per lasciare inattive le linee del telefono così a lungo, e ho pensato al povero pessoa, come deve essersi sentito lontano e impotente. Poi, all'improvviso, gli omini dei trasporti e delle comunicazioni hanno sistemato tutto, ma devono aver fatto qualche errore di fili e collegamenti, perchè pessoa mi ha iniziato a mandare strani messaggi che davano per scontato che io fossi in possesso della slitta di babbo natale (“ci vediamo tra mezz'ora sotto casa mia”), e soprattutto non rispondevano ai miei di messaggi, che gli chiedevano molto semplicemente la tessera dei libri (cfr. glossario alla voce pessoa).
Ho pensato che le telecomunicazioni sono cose pericolose, che fanno chiudere amicizie di anni senza capire bene se le si è chiuse con sobrietà ed esattamente per quale dei tanti motivi. Mio salmone domestico dice che no, che potevo essere molto più sobria, e che potevo ascoltare da più tempo gli amici, quando mi dicevano che l'amicizia non si capisce quando si parla di guinizzelli e petrarca e di cose platoniche codarde, ma quando, mentre vomiti tutta la felicità, c'è una persona che ti tiene la testa.
Mio salmone domestico si è laureato e mi è sembrato stranamente felice. Se bastava un pezzo di carta a farlo sorridere dopo tanto tempo, a questo punto ho pensato che potevo organizzare io una finta laurea con una sagoma di professore che gli dava un voto. Visto che mio salmone ha pochi amici, tra l'altro tutti impegnati in una riunione per stabilire chi di loro è veramente comunista e cos'è il comunismo oggi, ho pensato di chiamare i miei di amici, e far finta che fossero interessati alla sua laurea. Quindi avvocatessa e avvocato hanno fatto un lungo viaggio per arrivare fin qui, il dessa fumettista ha eliminato tutti i suoi impegni e ci ha raggiunto, e altre persone hanno puntato le loro sveglie molto presto, per fingere assieme a me che salmone fosse una persona simpatica e meritevole di un po' di attenzione. La sera prima una mia amica si è occupata di lui e un'altra mia amica gli ha portato un cd e una candela rossa.
Salmone non si è smentito neppure quando il fotografo gli ha detto di tenere ben in vista la sua tesi e la coroncina di alloro, e polemico come sempre gli ha detto che mica era una statua lui, e che per favore, un po' di sobrietà. Sobrietà continuava a ripetere a tutti quanti, perché per lui sobrietà è uno stile di vita, per me, nel suo caso, è solo un'utopia. Mio salmone domestico ha festeggiato con creatoredistanghette, grafico che ha schiavizzato per la sua tesi, e tutti i miei amici, che per aver finto interessamento nei confronti del mio animale domestico direi che se la sono cavata niente male. Poi ho fatto bere a mio salmone molto vino, nella convinzione che se ingeriva dell'alcool non poteva contemporaneamente insultare nessuno né polemizzare sul mondo, e dava quindi al prossimo una parvenza di essere mite e felice, sebbene senza quella sobrietà che lui crede di avere. Nel corso della nottata mi sono detta che devo aver esagerato visto che ha vomitato tutta quella felicità nella macchina, e che la vera sobria della serata sono stata io, tutta presa ad organizzare le finzioni per mio salmone.
Lo guardo dormire nella sua cassettina di fragole, che un anno fa con un pennarello nero avevo fatto diventare fragile, e mi fa così tenerezza che decido di togliergli le coperte e di accendere la luce. Quando si sveglierà tornerà davanti alla finestra, e riprenderà a contare le macchine che passano. Attenderemo insieme il Natale e quando di notte ci stuferemo di vedere fiat stilo, audi A4, e golf nere dall'altra parte del vetro, decideremo di uscire a osservare il mondo. E il mondo di nuovo ci parrà strano, esagerato e superbo, e ancora una volta troppo lontano da noi. Allora telefoneremo a project manager e daremo a lui il compito di organizzarci il nostro futuro prossimo, nella convinzione suprema, che muore e nasce ogni volta, che quando torneremo a guardare il mondo avremo occhi diversi.
approfondimento
salmone: hai preparato il presepe vivente?
io: manca la sagoma di pastore
salmone: e se usassimo sagoma di gattuso?
Salmone, dice mio salmone domestico, è uno stile di vita. Lo dice fumando una sigaro e osservando tre sagome fresche di taglio che stanno suonando un contrabbasso un pianoforte e un sassofono.
Tutturuttu, canticchia battendo il tavolo a ritmo. Salmone è una visione del mondo, un credo, un movimento culturale. Salmone è un'ideale, è una convinzione
Tu sai cos'è un salmone? Mi chiede. Ci penso un po', sento che è una di quelle domande che si pongono quando si è davanti ad un bivio per decidere il futuro di un rapporto. Salmone è un piatto, gli dico. Almeno credo, gli dico. Ma no, gli dico, scherzavo, salmone è molto più di un piatto.
Puoi abbinarlo alla pasta, puo' essere un signor secondo piatto, addirittura un antipasto ora che ci penso.
Mio salmone, le metafore, a volte non gli piacciono.
Dobbiamo smetterla di sviscerare il nostro rapporto, e il rapporto di noi con gli altri. Sai cosa? - mi dice guardando la finestra- dobbiamo riappendere le tende e dobbiamo uscire a guardare il mondo.
Allora io e salmone, saranno state le una di notte, riappendiamo le tende e usciamo a guardare il mondo.
Il mondo si presenta a noi strano, ci accorgiamo che mentre io e lui si lavava le tende e si sviscerava il nostro rapporto è arrivato l'inverno. L'inverno è quella roba fredda che a salmone fa ricordare brutte cose, soprattutto i fazzoletti aromatizzati della psicologa. A me non ricorda nulla, e a me le cose che non mi ricordano nulla in generale mi piacciono. *Le cose che piacciono a salmone sono: la quarta fila dei cinema, il legno, il monopoli, i temperamatite giganti, le patate al forno, la Medusa. Le cose che non gli piacciono sono: il comunismo dopo i fatti di ungheria, l'ikea, avvocato, i miei amici, i pesci rossi.
Le cose che piacciono a me sono: la quinta fila dei cinema, l'ikea e il comunismo, i pesci rossi, sagoma di Gattuso, il venerdì pomeriggio, le scatole di ogni sorta, le ciottoline, i porta penne uguali e disposti precisi uno vicino l'altro con un ordine razionale, le scrivanie giganti, le scrivanie inclinabili, le cattedre del liceo e le funzioni di Propp. Le cose che non mi piacciono sono: i supermercati, i giovani scrittori, i programmi di wrestling americani con commenti in italiano, le previsioni meteo del tg4, e la domenica pomeriggio, perché mi fa pensare inutilmente.*
A me, lo sa anche salmone, piace pensare che economizzo e gestisco il mio pensiero in modo tale da usarlo solo il giusto necessario. Io ho una teoria sul pensiero, che deve essere come il linguaggio. I parlanti, cosa che sanno tutti ma lo dico per avvocato, attuano un processo di economia degli sforzi, tentano cioè di dire il concetto nel modo più economico possibile, usando meno parole e quindi meno fatica. Chi non lo fa lo si etichetta come un logorroico. Il cervello della gente dovrebbe funzionare allo stesso modo. Il problema è che poi c'è gente come salmone che non attua questo principio del minor sforzo per il massimo risultato, ed è il motivo per cui poi la gente come salmone mi diventa come salmone, che sbatte la testa al muro perché ad un certo punto non sopporta più il suo pensiero stesso.
Tornando a casa passiamo attraverso uno scadente giardinetto di quartiere. La qualità dei giardinetti di quartiere la si capisce attraverso l'analisi delle condizioni della fontanella d'acqua, la quantità e la percentuale di divertimento procurabile sulle giostrine, l'altezza e il materiale con cui è fatto lo scivolo, e il numero di giostrine inutili che non usa nessuno perché non fanno ridere (se sono molte e sembrano inutilizzate significa che si è badato al risparmio tentando di farlo credere un giardinetto serio). Bisogna inoltre misurare i metri che dividono una giostrina dall'altra, perché se sono molti, come è facile intuire, è lo stesso di quelli che per scrivere usano il times new roman quattordici.
Vedo l'altalena arrugginita che si muove per il vento e scricchiola. Ci sono le foglie gialle che vanno di qua e di là, gli alberi ormai spogliati che fanno fruscii, e della sabbiolina si alza da terra che pare il principio di una bufera. D'un tratto mi viene in mente che anche a me l'inverno ricorda qualcosa, ma prima che mi passi in testa un qualsiasi ricordo d'infanzia altalenesco del cielo quando sei al massimo dell'altezza possibile faccio il verso dell'aereo e con le braccia muovo le ali. Decollo in mezzo alle foglie e urlo a salmone che ci sono vuoti d'aria e poi gli dico cinture sacchetto per il vomito vietato fumare. Non è divertente, mi dice salmone. Vedrai come sarà divertente, gli urlo dalla cabina di pilotaggio, quando al check-in arriveranno due pesci rossi.
Approfondimento
*Le cose....inutilmente*: la struttura di questa porzione di testo è stata copiata da un noto romanzo degli anni sessanta. Per lettori come Pessoa che hanno pensato subito e con una certa soddisfazione ad una citazione colta dico senza riserve che non lo è: semplicemente, ho commesso un furto)
90. L'estrazione
Mio salmone ultimamente dopo che fa colazione vomita. Allora gli ho detto, senti, invece che mi fai sprecare tempo e denaro, perché la colazione direttamente non la salti? Mio salmone non ha più senso dell'umorismo. Gli dico guarda che sei in tesi non sei mica su un aereo, non è che sei autorizzato a fare proprio tutto quello che vuoi e a vomitarmi per casa, anche perché le mie colazioni non puoi dire che siano come quelle dell'aereo, e poi a fare quello che vuoi mi diventi anche ripetitivo. Ogni volta che ci incontriamo per la casa io alzo le braccia e divento un aereo con le ali che si muovono qua e là nel cielo e lui niente, pare assente, pare non apprezzare neanche il mio sforzo di imitare con la faccia e le corde vocali il motore. Potremmo, gli dico, progettare tutto quello che faremo dopo la laurea, anzi, potremmo fare il gioco dei progetti futuri, prendiamo dei bigliettini e ognuno per sé scrive i progetti che vuole, poi li chiudiamo e li mettiamo nella tazza blu e ne peschiamo uno solo. Allora io inizio a scrivere i progetti, suddividendoli in paragrafi. 1. Viaggi 1.1 Siviglia, 1.2 Bruxelles, 1.3 Roma 2. Cose da fare 2.1 Non comprare biglietto di ritorno a salmone 2.2 Comprare due pesci rossi 2.3 Leggere i libri comprati e mai letti 2.4 Andare nello studio della psicologa di salmone e fare una pernacchia. 3. Persone da guarire 3.1 Pessoa 3.2 Avvocato 4. Persone da convincere 4.1 Convincere Project manager a diventare mio manager 4.2 Convincere salmone ad andarsene. E così via, per un totale di venti bigliettini. Mio salmone ne scrive solo uno. Mi dico che il suo deve essere un progetto enorme, e mi fa quasi tenerezza pensare che tanto so già cosa ha scritto. Vuole dichiararsi alla sua innamorata che non so come si chiama perché quella volta che me l'ha detto c'era troppo rumore, è questo che farà dopo la laurea. Che bello, penso, anche i salmoni cinici hanno un cuore, un cuore che batte, un cuore che è fragile, un cuore che trema. Mio salmone mischia con un cucchiaino i bigliettini nella tazza. Facciamo estrarre ad avvocato per mantenere l'imparzialità. Il bigliettino, per la verifica della legittimità dell'estrazione, passa tra le mani di Sagoma di Gattuso, Canebianco, mio fratello, e un passante preso a caso. La Duse, come leggesse Amleto, prende il biglietto e declama: “Iniziare (pausa breve) lezioni (pausa lunga) laurea (sospiro) specialistica”.
Sguardo salmone carica di odio. Avvocato sogghigna, e con fare incerto pare felice per un improvviso barlume di intelligenza: eh, eh, dice, questa era sua vero?
Vedo mio salmone domestico con gli occhiali da lettura che sfoglia il calendario con una certa apprensione. Non ci sono, mi dice. Non c'è il mio santo. Potresti anagrammare il tuo nome, dico. Salmone salmone, dico, vediamo, salmone, San Mole, S. Nemola - sono un maschio! - urla spazientito continuando a cercare tra le pagine dei mesi. Lo so, gli rispondo, aspetta che ci penso,
potresti rifarti a San Lemo, da interpretare come l'esito finale di un'evoluzione linguistica che cambia la erre in elle o più banalmente un difetto di pronuncia del Santo in questione oppure, dico ancora, potresti rifarti a San Maleno, il famoso Santo spagnolo che non è mai stato incluso nei calendari perché era contro la Santa Inquisizione. Davvero? Mi chiede salmone con un quasi slancio di entusiasmo. No, rispondo uscendo dalla stanza, ma se rimane un segreto tra me e te e me e Maleno, a noi chi ci distrugge?
Siamo in biblioteca e mio salmone domestico lancia bigliettino. Uh, dico, mi guardo attorno, non mi vede nessuno, lo prendo facendo finta di niente e lo apro sotto il tavolo. Dopo un’occhiata furtiva a destra e sinistra metto il bigliettino sopra il libro. Con una mano lo copro alla vista dei vicini e leggo:
“Ore diciotto la S.V.-stop- è invitata in riunione- stop- Associazione Sagome Lumicino”
L’A.S.L. è un’associazione no-profit con sede legale nel mio giardino che raccoglie tutte le sagome che ha costruito salmone in questi anni per farmi felice. L’A.S.L. si incontra per parlare di comunismo, dei problemi sentimentali di salmone, di freud e di mary poppins e infine di relazioni tra sagome.
Tecnicamente quando io o salmone organizziamo una riunione A.S.L. vuol dire che facciamo una metafora. Nessuna sagoma infatti andrebbe sul serio in giardino a parlare di comunismo, considerati i fatti di Ungheria e il freddo che fa nella pianura Padana durante i mesi invernali.
La metafora significa che io o salmone vogliamo fare pace. Se dall’altra parte la risposta all’invito di questa riunione è positiva, significa che si è fatta la pace senza dover passare i noiosissimi stadi delle banali amicizie (silenzio, avvicinamento, discussione, scuse finte, diffidenza, ritorno all’amicizia, euforia). L’A.S.L. permette di eliminare molti stadi intermedi del processo di riavvicinamento di due o più esseri umani: la discussione, l’entusiamo, l’euforia e soprattutto le reciproche scuse.
Casso il bigliettino con una enorme croce, per rimarcare la mia svogliatezza nel prendere un foglietto nuovo, e quindi la mia scarsa considerazione di quel messaggio. Quindi lo giro e scrivo con lettere, fatte male anch’esse, che formano parole abbreviate quasi a voler ostentare il tempo perduto:
“D’accord. Ci ved. diciot in giard.”
Salmone, lo so, interpreterà le abbreviazioni come segno di timidezza, o peggio, debolezza.
Mio salmone domestico e io si era seduti su una panchina a fissare il sole nascente tra l’ex fabbrica della carta, il canale d’acqua ferma e l’Hotel Il ruggito d’oro cinque stelle senza piscina. Io che mi scocciano questi momenti, emetto suoni di disapprovazione e disincanto (mgmg, ghghgh, mh -sospiro - mgmgmg). Fissiamo e fissiamo finché mio salmone arriva il momento in cui con una pinna si copre gli occhi per i raggi del sole allo zenit. A mezzogiorno e zerocinque mi dice: mi sono innamorato. Sai cosa? – gli dico – com’è che un hotel a cinque stelle non ha neanche una piscina?
Mio salmone allora si volta verso Il ruggito d’oro ed è subito evidente che non sappia rispondere. Mi sono innamorato, dice come un’ebete.
La Medusa, penso, questa volta non puo’ essere. Non puo’ essere, mi dico, perché mio salmone domestico sta scrivendo la sua tesi, e quando uno è in tesi diventa più concreto e non ha tempo per certe cose.
Se è una giovane artista, una dandy, una aspirante scrittrice. Blocco il periodo ipotetico così, perché sa già cosa voglio dire. Se è una giovane artista, una dandy, una aspirante scrittrice, ribadisco perché mi è venuto in mente avvocato, io farò tutto ciò che è in mio potere per eliminarla dalla tua vita. Salmone emette allora un no profondo, come il lamento di un pesce qualsiasi nel momento di mezzo, appena dopo aver pregustato poco poco il sapore del verme e subito prima di dibattersi per il dolore dell’amo incastrato nel labbro. Quel momento, penso, è la spiegazione sanguinaria, suprema di tutto il mondo, della felicità e della tristezza, è l’apice assoluto, la chiave per capire tutto il cosmo. Il sentimento del pesce che abbocca ma non ha ancora abboccato del tutto, è il sentimento dell’umanità, è Adamo che - mi ascolti? - Mi interrompe salmone scuotendomi, lo capisci che sono innamorato?
Ma secondo te, gli rispondo, la piscina ce l’hanno interna?
Non è un’artista dandy che scrive, dice. Sono scossa. È inconcepibile per me pensare ad un albergo di cinque stelle che non abbia la piscina. La piscina è la cifra con cui io, mio fratello e salmone abbiamo sempre giudicato gli alberghi. E’ un chiaro segno di bovarismo questo, penso. Devo fare un’indagine sociologica per provenienza geografica ed età, penso ancora.
Dal momento che mi sento scossa per questa presa di coscienza decido di compiere un atto tremendo: masticare una ciunga nuova su una ciunga già in bocca.
Come si chiama?
Shh! Shh! Taci! Potrebbero sentirci, dice mio salmone psicopatico.
Si chiama – e me lo dice nell’orecchio.
Un camion dalla strada di otto corsie dietro di noi aziona il clacson. Non capisco il nome, ma sono comunque ancora scossa. Capisco inesorabilmente che a me l’idea della piscina nell’albergo non me la toglierà nessuno.
Approfondimento:
Salmone: è inutile, arranchi.
Lumicino: taci.
S.: c’è troppa economia narrativa.
L.: non ce n’è abbastanza.
S.: no aspetta, parliamone.
L.: bang!
1. Capisci, dico a mio salmone domestico. Siamo diventati due tesisti, gli dico. Ora quando ci chiedono di uscire, per esempio, e noi non ne abbiamo voglia, possiamo dire scusa ma sto facendo la tesi. Ora ci è concesso lamentarci tutto il giorno, emettere suoni di protesta contro il mondo, avere nevrosi senza dover chiamare la psicologa, battere la testa al muro e non dare spiegazioni a nessuno, lo capisci in che posizione privilegiata siamo ora? Dico a mio salmone. No, mi dice, non lo capisco.
Allora, mentre lui gioca con quattro stuzzicadenti a formare più figure possibili cercando di trarne un modello matematico universalmente utile, io gli espongo il dubbio che da giorni mi rode e mi rode. Io non posso più tenerti tutti i giorni, gli dico. Però, aggiungo subito dopo, ho anche un’idea alternativa. Ho pensato di chiamare una baby-sitter. Mio salmone tira fuori dalla tasca un arco e mi lancia gli stuzzicadenti sugli occhi. Poi mi dice che devo vergognarmi solo per aver pensato ad una cosa del genere, e che lui non ha bisogno di me, e che lui se ne va.
Boh, gli dico, vorrà dire che mi comprerò un pesce rosso.
2. Lascio mio salmone domestico a casa, con la scusa che tanto, gli dico, devi fare la tesi. Entro in un negozio di pesci e mi dirigo verso il proprietario per chiedergli di pesci domestici. Il proprietario che ha un lecca-lecca in bocca si gira ma poi si avvicina una signora che lo prende per mano e lo porta fuori. Allora si avvicina un signore e mi chiede: desidera? Con la faccia stupita gli dico che ho bisogno di un pesce domestico che non parli e che mi costi poco di mantenimento. Lui inizia a parlarmi di cose strane, di alghe da comprare e di più pesci perché uno si sentirebbe solo, e anche di pesci che puliscono vetri e sassolini da mettere alla base. Vetri? Base? Ripeto concentrandomi la fronte con le dita. Poi parla di motorini per creare bollicine e di anfore di varie misure. Ma lei è pazzo, penso. Ci penserò, dico. Torno a casa e salmone è ancora in tesi. Dove sei stata? mi chiede. A cercare un pesce rosso. E l’hai trovato? mi chiede. Il proprietario era uscito e ho parlato con un incompetente, rispondo seccata. Comunque, gli dico, domani ci torno e ne compro due. Così. Per essere sicura che tu non ci stai più.
Stamattina io e salmone in biblioteca mentre lui sfogliava "Cose di Casa" e io sfogliavo cose a caso, mi arriva una marea di brevi messaggi con apprezzamenti su quello che pessoa ha ribattezzato l'Uomo del Mistero, ovvero il personaggio a noi sconosciuto che ha dichiarato di aver letto per intero lumicino. Qualche giorno fa avevo chiamato tutti quanti in riunione, salmone sagoma di gattuso la duse canebianco i comitati leninisti e google, per capire chi fosse questo u.d.m.: in un primo tempo avevamo pensato a pessoa sotto mentite spoglie, ma poi sagoma di gattuso alzando la mano mi ha chiesto, ma dove credi che abbia potuto prendere tutta questa ironia in un solo colpo? Allora scartato pessoa, quella pazza di eleonora duse se ne è saltata su dicendo ho capito è avvocato che vuole fare lo splendido! E tutti quanti le urliamo di stare zitta, che non puo' essere, che è vero poteva sembrare per quell'insistenza su mary poppins, ma si noti la perfezione formale e la totale assenza autocelebrativa sulla sua forsefuturapossibileprobabile professione forense. No, non era neppure avvocato. La risposta, dataci da google che ci sbadigliava in faccia mentre noi facevamo le nostre congetture che forse udm era una spia americana, è arrivata poco dopo. Poi salmone quando ha visto che ho smesso di cercare tra gli scatoloni dopo aver meditato sulla marea di messaggi, mi ha detto che io sono fatta così, ma che un giorno cambierò. Ma nel frattempo, mi ha detto, per farti contenta ti faccio una sagoma dell'uomo del mistero, così puoi nasconderti nella botola al buio e urlare "prova a prendermi", e poi, quando hai fatto perdere del tutto le tue tracce, puoi parlare al cartoncino.
84. Dopo aver smesso ufficialmente e amaramente di avere a che fare con Cose Latine, mentre senza cum narrativi dichiariamo che prima dell'editto di Costantino il mondo non esisteva ed esso non è altro che la fanatica rappresentazione di papaboys del V sec d.C. che hanno voluto mettersi da soli i bastoni tra le ruote e inventare un precedente storico (perché la loro letteratura non poteva esistere senza Gesù e Gesù non poteva esistere senza Augusto e Augusto non poteva esistere senza gli ombrelloni e la salsedine), io e salmone domestico, dopo un'estate senza vacanze, dopo le pene dell'inferno, dopo esaurimenti di occhi e di nervi, dopo momenti di sconforto, di cadimenti di pinne e di braccia, di timore di aver perso i nostri cervelli da qualche parte risalendo il fiume, dopo il vano tentativo di aprire gli occhi al mondo sull'inutilità della lettura ad alta voce in esametri latini, pieducci posteri inutili e scomodi da aggiungere ai tanti, troppi, revisionismi di questi secoli che avrebbero bisogno di uno, centouno, mille savonarola per essere bloccati, e dopo l'insoddisfazione che l'unica a capire e fomentare queste impressioni sulla metrica latina e sul mondo tutto è A., splendente quercia sul suo carro metropolitano, dopo tutto questo:
Mio salmone spietato mi trova mentre scrivo breve racconto su Corinna intitolato Corinna, storia di una giovane fanciulla che se ama non viene riamata e se non ama viene amata. Salmone sbuffa e mi dice che io dovevo vivere ai tempi del circolo di Messala Corvino e che sono l'equivalente narrativo della de filippi, che come tu sai, mi dice con aria saccente, non puo' essere neanche lontanamente un de + ablativo. Allora io straccio tutti i fogli del racconto e dico fieramente che a me delle trame d'amore non me ne importa un accidente, e che in realtà la storia aveva nella ricerca amorosa un finto svolgimento, celando invece il vero messaggio filosofico etico e morale sullo sfondo dei vasti problemi familiari di Corinna, provocati da questa società che rende i nuclei affettivi disgregati e i giovani spaesati e senza più valori. Che i genitori di Corinna le volessero molto male, dice salmone, si capiva dal titolo. Poi se ne va, ma sulla soglia della stanza si gira e si prepara all'ultimo affondo. Sei l'equivalente letterario del mensile Cioé, solo che quello almeno ha le figure.
Approfondimento per avvocatessa: per 'si prepara all'ultimo affondo' leggere 'sta per dirmi con modi molto cattivi'
Approfondimento per avvocato: per 'si prepara all'ultimo affondo' leggere 'parla, dice'
Detto questo
Per una sorta di Tacito accordo tra me e salmone, deciso quando ci siamo incontrati il giorno in cui ho imparato le particolarità della prima declinazione, finite le Cose Latine noi ci saremmo salutati per sempre. Ma stanotte, guardandoci negli occhi e guardando le stelle con il palmi appoggiati sui ciuffi di erba umidi e improvvisamente sensati, ci siamo detti: macché, ma stiamo mica scherzando? Proprio ora che arriva il più bello?
Mio salmone entrando in facoltà lo fermano per la lotta comunista. No grazie, risponde gentilmente, e poi non sono più comunista dai fatti di ungheria. Io scoppio a ridere, che si fermano tutti a guardarmi. Poi la lotta gli dice che cosa vorresti dire? Mentre i compagni si riuniscono per capire il significato ideologico della frase del giovane salmone, io e salmone ci allontaniamo e con una mozione all'unanimità stabiliamo che stasera si farà una riunione per capire il perché, al giorno d'oggi, il nostro umorismo non lo capiscono più nemmeno i comunisti. Partecipano al dibattito extraparlamentare: sagoma di gattuso, canebianco, eleonora duse.
Approfondimento: e d'annunzio?
Io: No. Lo si deve lasciare a gardone. Davanti alla tv.
82. Cercando le proprie radici
Salmone non sa la sua data di nascita. Intorno a fine dicembre, dice provando a ricordare l'infanzia. Prendo agenda e cerco spazi liberi. Gli dico, il ventisette dicembre può andare bene? Simbolicamente, si intende. La verità non la sapremo mai, gli dico, finché non ritroveremo i tuoi genitori. Mio salmone perplesso mi dice non è che si può anticipare? Io gli dico: il ventiquattro, per esempio? Vada per il ventiquattro, risponde. Non sopporto l'idea che i magi passino prima da Lui.
81. Guardando dalla torre più alta i nostri possedimenti
Il popolo ha fame, dico a mio salmone mentre stira la sua mascherina nera. Il popolo si lamenta che non ci sono più storie di salmoni, si lamenta che le lettere hanno risposte affrettate, e si stava meglio quando si stava peggio. Il popolo vuole ridere, vuole vederti scivolare sulla buccia di banana e non vuole sentire drammi esistenziali di te che sei depresso e piangi nella tua cassettina di fragole e bevi cocktail al tamarindo prima di dormire. Il popolo vuole intrecci e colpi di scena, non vuole sapere di Medusa, a meno che Medusa non sia sposata con un marito che la picchia e che tra lei e te non ci sia una storia torbida segnata da una tremenda differenza di età di ottantacinque anni e un rapimento e una morte consumata al centro del central park, in autunno, in mezzo al calpestìo delle oche. Capito? Hai capito salmone? Gli dico scuotendolo per le spalle. Dove sono le pistole, i cow boy? Dov'è il sesso? E soprattutto dov'è quel reticolo metaletterario di citazioni omeriche che fa sempre piacere ai maniaci delle soap-opera che vergognandosi di esserlo nascondono le loro inclinazioni con una laurea umanistica e quando leggono salmone pensano di leggere qualcosa di altro da salmone? Noi dobbiamo farglielo credere, che ci sia dell'altro. Mentre mio salmone annuendo prende meticolosamente appunti su un blocchetto nero a volte alzando gli occhi al soffitto e mordicchiando la matita per pensare meglio al lessico, credo, io rovescio la scatola di fragole e ci salgo sopra per continuare il mio appassionante discorso: Noi abbiamo una missione importante, caricare il significato di un significante inaspettato, noi dobbiamo fare nuove ricerche stilistiche, noi dobbiamo rinnovarci, capirci, metterci in discussione, dobbiamo fare riunioni per spiegarci le nostre intenzioni, affrontare i nostri dubbi esistenziali, chi siamo, dove andiamo, dobbiamo creare un progetto, dobbiamo guardare verso la meta, scendere in campo, via le maschere, via i dubbi, il cammino è lungo e difficile. Dobbiamo uscire dagli schemi narrativi in cui si siamo relegati. Osare. Rinnovarci, non cercare la facile ironia, non cercare ad ogni costo il sorriso. Poi vedo che salmone non prende più appunti. Si avvicina e mi porge il foglietto. Lo prendo e lo leggo. Non comprare la verdura, mi dice, perché ce n'è ancora un po'. Mi raccomando il latte, controlla la data di scadenza. Ti ho messo i soldi sul tavolo, vicino alla scatola di preservativi. Ora vado con Significante a fare una corsetta. Ciao.
Approfondimento
salmone: perché mi guardi male? E' per il mio cappello da cow-boy?
io: no, è perché non ho capito bene cosa hai messo sul tavolo vicino ai soldi.
salmone: E' una citazione colta, l'hai detto tu che lo vuole il lettore.
io: ....
salmone: cosa stai cercando in quel cassetto?
Io: una pistola narrativa. bang!
Mio salmone ormai non lo gestisco più. Ha inviato a mia insaputa un messaggio ad un quotidiano per rispondere all'opinionista in tema di giovani scrittori. Io mi sono arrabbiata, che gli ho detto la prossima volta ti faccio un'economia narrativa che sparisci del tutto, e poi ho aggiunto ma tu hai presente i supereroi tipo batman, ratman, zorro, che nascondono le loro identità e girano di notte a viso coperto? E tu cosa fai? Vai a letto alle dieci e ti svegli alle sei di mattina perchè ora fai la cura del sonno e poi scrivi messaggi a destra e sinistra. Mio salmone non mi ascolta e legge Indizi terrestri ad alta voce. Non me ne accorgo subito, ci metto un po' a capire che sta leggendo in russo, e due più due fa che ora il tavolo della mia scrivania traballa.
79. Project Montecchi e Sylvia Capuleti
Pare che la famiglia di lei non sia molto d'accordo. Allora ho detto a project che prima di fuggire a mantova mi piacerebbe ricevere un sourvenir con la neve che scende sopra la città. sopra singapore, ha detto perplesso, precisamente, ho risposto.
e ci passa alla tv un pezzo del telefilm rex il pastore tedesco e a mio salmone impegnato chiedo ma perchè quel tizio parla a quel cane? salmone dice non scaldarti è solo un telefilm, e io rispondo che i telefilm devono essere almeno un po' veri, e in questo caso è una truffa colossale per tutti quelli che pagano il canone, che lo sanno tutti che gli uomini non possono parlare con gli animali, soprattutto se parlano in tedesco. poi mi passa di colpo la voglia di ridere, perché a me succede sempre così. allora vado in terrazza, prendo in mano la cassetta di fragole di salmone e penso che dovrebbe pulirla e forse dovrei scoprire quando è il suo compleanno, per fargli un corredo, penso. guardo all'orizzonte le antenne, il sole che scende, shakespeare tra le nubi e tutto il resto. mi viene molta tristezza, che dire tristezza è sbagliato. a volte, dico a salmone, vorresti dire tante cose e poi non le dici. o vorresti averle dette, almeno. poi speri che qualcuno le pensi come te, o le pensi al posto tuo, le cose. e poi non speri neanche quello. chi ti capisce, dice salmone mettendosi i miei tappi per le orecchie, è bravo.
Arriva il messaggio di project manager, che dice sono a singapore con sylvia. pare che lei gli voglia far conoscere la famiglia, pare.
76. Il rompicapo di a.
una donna partecipa al funerale della propria madre. al funerale incontra un uomo di cui si innamora follemente: lei sa che quello è l'uomo della sua vita, ma sa anche che non potrà avvicinarsi a lui e baciarlo perché non starebbe bene visto che è il funerale di sua madre. tornata a casa uccide la propria sorella. PERCHE'?
qualcuno ci scriva la soluzione su posta di salmone prima che qui si scateni il putiferio.
Parte prima: ipotesi
Mi sto stufando, mi dice salmone, di me?, chiedo alzando la testa in aula studio. Tutti si girano a guardarmi. Rimetto la testa sul libro, mormoro piano, di me?
No, dice salmone, mi stufa la soap opera tedesca. Ormai l’amore per la cuoca che fa cioccolatini e il manager dell’hotel sta andando in fumo, cioccolatini continua a parlare da sola in prima persona singolare che secondo me è pazza, la madre del manager sta male, il padre ha lasciato l’amante, la cattiva non fa neanche più la cattiva, già tre mesi fa avevo predetto quello che sarebbe avvenuto, che il manager non è figlio di chi sembra ma è figlio del maggiordomo perché in una soap opera il maggiordomo è l’equivalente di una pistola per un giallo, se lo vedi nell’episodio pilota stai certa che a metà serie spuntano i suoi figli illegittimi come funghi, e ora che so già tutto e mi immagino la fine e ci sono poche scene-ponte idilliache di vedute panoramiche delle montagne bavaresi, nessuna scena di mucche che muggiscono, di gatti che miagolano, di campanacci che scampanano, o di porte scorrevoli che scorrono, aggiungo io, per interromperlo. Prendo salmone e lo trascino verso l’uscita. Fuori è pieno di gente che dovrebbe stare dentro a studiare, per uscire ci vuole un numerino, come dal pescivendolo. E’ il nostro turno, usciamo. Crodo, gli dico, sono in quel punto della mia vita che tu già sai, né giovane né vecchia, senza punti di riferimento, senza futuro senza passato, senza ricordare a memoria le citazioni, anzi, senza memoria del tutto, me tapina me eccetera, e tu, tu mi vieni a parlare della soap opera di canale cinque? Salmone mi guarda, mi pare che con la faccia mi voglia dare ragione. Poi, entrando, mi dice: preferisci quelle della rai?
Parte seconda: tesi
Poi, tornando a casa, penso che la vita è tutta uguale. Che g. vecchio rimane ammaliato dalla gioventù, che la gioventù si innamora della vecchiaia, che a cioccolatini piace il manager che le dà lavoro, che mio salmone gli piace medusa e non sa perché, project manager è innamorato e gira per l’europa con sylvia, i ragazzi regalano il piccolo principe alle ragazze, le ragazze regalano siddharta ai ragazzi, testa è innamorato e sospira, avvocato e avvocatessa avvocateggiano, insomma il mondo si ripete e si ripete. Poi ad un tratto diventano tutti infelici e si lamentano, e ognuno, ho pensato, segue sempre gli stessi schemi degli altri ma se glielo dici si arrabbia. Mio salmone, che capisce a cosa sto pensando, mi dice che il mio cervello è semplice ed elabora solo cose semplici o le tende a esemplificare. Allora, gli dico, lo sai che ieri mentre cercavi la lettera per medusa nella spazzatura sono andata con il dessa, abcdario, carmen e due amici di carmen a vedere la carmen di bizet, solo che non ho seguito bene giacché dessa che è nel periodo dei perché mi faceva domande sulla trama che secondo lui bizet non gliela raccontava giusta. Salmone si toglie un pezzo di buccia di banana dal naso e mi dice, ah davvero? Sì, dico, ma comunque anche in bizet l’amore finisce tutto in miseria e morte. Io dico, se la vita è tutta uguale, bisogna saperlo, mica far finta di no. Fortuna che ho te salmone, che mi capisci. Allora mio salmone in un momento di estrema sincerità mi dice, passami un fazzoletto per il naso, perché chiunque abbia mangiato questa banana, dice, l’ha buttata nella spazzatura senza finirla.
Salmone: non hai seguito i consigli del dessa sull’economia narrativa eccetera
Io: è lì che ti sbagli.
Salmone: perché?
Io [prendendo una pistola e puntandola contro salmone] Li seguo adesso. Bang.
parlo tantissimo di salmone domestico all'ingegner gadda che si mostra interessato alle vicende di mio carissimo Crodo e non fa le classiche domande da avvocato, fino a quando arriva pessoa che non contento di aver ritrovato l'amore la dignità e l'intelligenza dice a carloemilio che io quando parlo dico il settantacinquepercento di verità e il venticinquepercento di bugie, poi continua il discorso ma io mi distraggo guardando due in piscina che con la faccia fuori dall'acqua ricevono una cascata di rhum a bocca aperta che mi viene in mente il gioco che avevo da piccola quello in cui i pesciolini aprivano la bocca e tu con la canna da pesca dovevi pescarli. Nel frattempo madrelinguaspangola giura di aver visto una stella cadente più grande di quella che ho visto io. Allora io dico a gadda che pessoa è molto simpatico e buono ma è il mio venticinquepercento a pensarlo. Poi salmone domestico che mi ha atteso in macchina otto ore mi dice lo sai qual'è l'infelicità vera, e io gli dico no non lo voglio sapere, e lui mi dice l'infelicità vera è scrivere lettera a medusa e scoprire che tuo fratello l'ha buttata nella raccolta differenziata. Mi dispiace, l'ha messa nel bidoncino della carta? No, mi dice singhiozzando mentre scrive il nome medusa sul finestrino appannato. Nell'umido. Stamattina io e salmone ci siamo svegliati con la voce del duce, siamo usciti e abbiamo visto che i nostri vicini stavano facendo una festa in giardino e ascoltavano proprio la voce del duce con delle casse giganti. Questi sono pazzi, ho detto. Barbari, ha urlato salmone domestico. Poi devo aver pensato che ho perso il mio braccialetto, e che ogni volta il giardino di pessoa fagogita qualcosa di mio, e che ormai sono troppo stanca anche per oppormi ai vicini, e invece di agire in modo serio e andare a suonare il loro campanello, non faccio che insultarli da dietro il mio cancello, e loro, dietro il loro, sordi.
Pessoa mi manda un messaggio e mi scrive io madrelinguaspagnola i due fisici e giurisprudenza andiamo a vedere gli offlaga, e tu? Allora io faccio la somma dei nomi e vedo che una madrelinguaspagnola più due fisici più una giurisprudenza più pessoa uguale cinque, chiedo a salmone quante persone ci stanno in una macchina, salmone fa quello esperto e mi dice dipende dalla macchina, e io gli dico facciamo in una macchina normale, quanta gente ci sta, e lui mi dice cinque. Ricalcolo per sicurezza e penso: sono in cinque. Quel tu, senza aggettivi e verbi, messo così, sibillino, cosa avrà voluto significare? Sicuramente che ha comprato una macchina con il baule che si trasforma in altri sedili, mi dice salmone domestico con le parole crociate in mano, fissandomi negli occhi con aria di sfida. Allora chiamo Pessoa che mi dice che gli dispiace ma si sono già organizzati e che io posso organizzarmi tipo chiamare avvocato, oppure venire da sola. Chiuso telefono penso che Pessoa non si sa proprio spiegare, salmonedomestico invece dice hai visto che bell’amico che hai, con quel tono ironico che gli spaccherei la testa. Prendo gocce al tamarindo di salmone e mi metto a dormire. Sogno che la mia stanza si riempie di acqua fino al soffitto e sogno salmone, sotto acqua, che nuotando mi si avvicina e mi dice: vattene via da questo posto
mio salmone domestico scrive una lettera d’amore a medusa. Le scrive: ho usato il tuo nome per la password della mia casella postale, e quando ti avrò dimenticato non potrò più entrarvi. Io la leggo e gli chiedo e le ciunghe non ce le metti? Allora mio salmone mordicchia la gommina sulla matita e dice mh, hai ragione, allora prende una ciunga, la mastica, e la usa per chiudere la lettera. Io gli dico a salmone che secondo me la lettera che ha scritto è romantica il giusto, mio salmone preoccupato dice che forse si è sbilanciato troppo.